Per garantire il massimo successo di un’esperienza educativa inclusiva per tutti gli studenti, è essenziale creare un ambiente di apprendimento efficace che sia completo sia in termini di risorse pedagogiche (materiali, contenuti personalizzati, ecc.) che di approccio didattico che tenga conto delle esigenze specifiche di ogni studente V.I.
In particolare, quando si ha a che fare con studenti V.I., bisogna considerare che il loro sviluppo personale e il loro approccio all’apprendimento possono seguire tempi diversi rispetto agli altri studenti, e quindi è essenziale favorire e consolidare la percezione aptica/tattile. Inoltre, è necessario garantire che lo spazio circostante sia specificamente adattato alle loro esigenze.
Assicurarsi di allestire un ambiente inclusivo, in cui strumenti e risorse siano adeguatamente accessibili e utilizzabili, sarà fondamentale per promuovere un apprendimento proficuo e stimolante per tutti gli studenti con disabilità visiva. Un ambiente di apprendimento ben strutturato, in grado di adattarsi alle esigenze individuali, contribuirà a creare un ambiente educativo accogliente e inclusivo in cui ogni alunno avrà l’opportunità di sviluppare al massimo le proprie capacità.
“Toccare è imparare”: un approccio multisensoriale per favorire l’inclusività dei giovani V.I.
Nella costruzione dell’atto percettivo della persona non vedente, il tatto svolge una funzione di sintesi predominante, ma ad esso si affiancano anche l’udito e altri sensi durante l’esplorazione degli ambienti circostanti. Come afferma Cottini (Cottini, 2008), “mentre il tatto permette di valutare le forme degli oggetti, l’udito fornisce al non vedente criteri di direzione e orientamento”. Di conseguenza, è essenziale fornire al bambino cieco interventi di educazione motoria che si concentrino sulla strutturazione e sull’integrazione dello schema corporeo. Questo processo permette al bambino di sviluppare una “consapevolezza del proprio corpo arricchita dalla percezione dello spazio e degli atteggiamenti”.
L’obiettivo di questi interventi è fornire al bambino ipovedente le competenze necessarie per comprendere il mondo che lo circonda, interagire con esso e muoversi in modo indipendente e sicuro. Questo tipo di educazione motoria è essenziale per favorire lo sviluppo generale del bambino e per aiutarlo a superare le sfide associate alla mancanza della vista, consentendogli di partecipare pienamente alle attività di apprendimento quotidiane.
I bambini ciechi o ipovedenti hanno bisogno di ausili specifici per poter leggere e scrivere in modo indipendente. Tra gli strumenti più utilizzati vi sono il codice Braille, i materiali in rilievo, i libri parlati e i sistemi di sintesi vocale. Inoltre, possono beneficiare di una serie di dispositivi tecnologici adattati alla gravità della loro disabilità visiva.
Quando uno dei canali sensoriali è compromesso o manca del tutto, il nostro sistema cognitivo dimostra una straordinaria plasticità, consentendo lo sviluppo raffinato degli altri sensi. Nei casi in cui la vista è carente o completamente assente, il bambino si affiderà principalmente al tatto, seguito dall’udito, per orientarsi e conoscere il mondo che lo circonda.
Rendere gli spazi percettivamente accessibili e inclusivi per un bambino con disabilità visiva significa creare condizioni ambientali che facilitino lo sviluppo dell’autonomia personale, dell’apprendimento e delle interazioni sociali.
In un’aula, ad esempio, ci sono elementi immediatamente percepibili che suggeriscono un certo modo di pensare l’azione educativa: l’organizzazione dello spazio, la disposizione dei banchi e della cattedra, l’uso delle pareti e la presenza, o l’assenza, di determinati strumenti sono alcune delle caratteristiche strutturali che contribuiscono a influenzare le modalità di azione e di relazione tra i soggetti che vivono in quel contesto.