C.A.R.E.

Tipologie di disabilità visiva

Cosa è cosa: le tipologie

Il requisito principale per il processo della visione è un elemento fondamentale: la luce, una forma di energia elettromagnetica. Questa luce entra nei nostri occhi e interagisce con i recettori fotosensibili posizionati sulla retina. Questa interazione dà inizio a una sequenza di eventi in cui vengono generati impulsi neurali. Questi impulsi attraversano intricati percorsi e reti all’interno del cervello dedicati alla visione, collettivamente denominati corteccia visiva. La luce in arrivo viene poi diretta sulla superficie posteriore della retina attraverso la lente, nota come cristallino. I recettori della retina rilevano l’energia luminosa e, attraverso un processo chiamato trasduzione, la convertono in potenziali d’azione. Questi potenziali viaggiano poi lungo il nervo ottico.

 

Nell’ambito della salute della vista, la dottoressa Ananya Mandal definisce la disabilità visiva come una “limitazione funzionale che colpisce l’occhio o gli occhi o l’intero sistema visivo”. Questa disabilità visive comporta una serie di effetti, tra cui:

Diminuzione dell’acutezza visiva, che porta una persona a percepire gli oggetti in modo meno nitido rispetto a chi ha una vista normale.

Campo visivo ridotto, in cui un individuo non può osservare un’area ampia come una persona media senza spostare lo sguardo o girare la testa.

Fotofobia, incapacità di tollerare o guardare la

Diplopia, comunemente chiamata visione

Distorsione visiva, che comporta la deformazione delle

Sfide nella percezione visiva o nell’atto di interpretare le informazioni

 

Secondo i pronunciamenti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un individuo è classificato come gravemente ipovedente, o cieco, quando l’acuità visiva dell’occhio migliore, utilizzato per percepire i dettagli, rimane inferiore a 1/20, anche con la correzione più efficace. D’altra parte, un individuo è classificato come ipovedente o parzialmente vedente se la sua acuità visiva è compresa tra 3/10 e 1/20. Tuttavia, questo sistema di classificazione risale a due decenni fa. Più recentemente, la Classificazione Statistica Internazionale delle Malattie e dei Problemi Sanitari Correlati 10a Revisione (ICD-10) – Versione OMS per il 2016 ha introdotto un nuovo schema di classificazione. Questo schema aggiornato delinea cinque categorie distinte all’interno del capitolo VII: Malattie dell’occhio e degli annessi (H00-H59), concentrandosi in particolare sui Disturbi visivi e cecità (H53-H54).

 

 

H53Disturbi visivi

H53.0 – Ambliopia ex anopsia

Ambliopia:

nisometropico

privazione

strabico

H53.1 – Disturbi visivi soggettivi

Astenopia Cecità diurna Emeralopia Metamorfopsia Fotofobia

Scotoma scintillante Perdita visiva improvvisa Aloni visivi

Escluso: allucinazioni visive

H53.2 – Diplopia

Visione doppia

H53.3 – Altri disturbi della visione binoculare

Corrispondenza retinica anomala Fusione con stereopsi difettosa

Percezione visiva simultanea senza fusione Soppressione della visione binoculare

H53.4 – Difetti del campo visivo

Angolo cieco allargato

Contrazione generalizzata del campo visivo Hemianop(s)ia (eteronimo)(omonimo) Quadrante anop(s)ia

Scotoma:
Arcuato
Bjerrum
Centrale
Anello

H53.5 – Difetti di visione dei colori

Acromatopsia

Deficit acquisito della visione dei colori Daltonismo

Deuteranomalia Deuteranopia Protanomalia Protanopia Tritanomalia Tritanopia

Escluso: Cecità diurna

H53.6 – Cecità notturna

Escluso: Per carenza di vitamina A

H53.8 – Altri disturbi visivi

H53.9 – Disturbo visivo, non specificato

 

 

H54Improbabilità visiva, compresa la cecità (binoculare o monoculare)

Nota: per la definizione delle categorie di disabilità visiva, vedere la tabella seguente.

Escluso: Amaurosi fugace

H54.0 – Cecità binoculare

Disturbi visivi di categoria 3,4,5 in entrambi gli occhi

H54.1 – Grave deficit visivo binoculare

Categoria di disabilità visiva 2.

H54.2 – Disturbo visivo moderato, binoculare

Categoria di disabilità visiva 1

H54.3 – Lieve o nessuna disabilità visiva, binoculare

Categoria di disabilità visiva 0.

H54.4 – Cecità monoculare

Disturbi visivi di categoria 3, 4, 5 in un occhio e di categoria 0, 1, 2 o 9 nell’altro occhio.

H54.5 – Grave deficit visivo, monoculare

Disturbo visivo di categoria 2 in un occhio e di categoria 0, 1 o 9 nell’altro occhio.

H54.6 – Disturbo visivo moderato, monoculare

Disturbo visivo di categoria 1 in un occhio e di categoria 0 o 9 nell’altro occhio.

H54.9 – Disturbo visivo non specificato (binoculare)

Categoria di disabilità visiva 9.

 

Come riportato sul sito web dell’OMS, la tabella fornita presenta una categorizzazione della gravità della disabilità visiva che è stata approvata dalla Risoluzione del Consiglio Internazionale di Oftalmologia e dalle linee guida proposte dalla Consultazione dell’OMS sullo “Sviluppo di standard per la caratterizzazione della perdita della vista e del funzionamento visivo”.

 

Figura 1: categorizzazione della gravità della disabilità visiva (Fonte: (ICD-10 Version:2016, n.d.))

“Nota: il termine “disabilità visiva” nella categoria H54 comprende la categoria 0 per la disabilità visiva lieve o assente, la categoria 1 per la disabilità visiva moderata, la categoria 2 per la disabilità visiva grave, le categorie 3, 4 e 5 per la cecità e la categoria 9 per la disabilità visiva non qualificata. Il termine “ipovisione” incluso nella precedente revisione è stato sostituito dalle categorie 1 e 2 per evitare confusione con coloro che necessitano di cure per l’ipovisione.” (Versione ICD-10:2016, n.d.)

 

La disabilità visiva rappresenta il grande ombrello che copre tutte le categorie precedenti (cecità e vista parziale) in H54. Tuttavia, le complessità di ogni caso sono diverse. Solo una minoranza di coloro che sono registrati come ciechi o ipovedenti è priva di qualsiasi forma di visione, mentre le diverse condizioni degli occhi reagiscono in modo diverso a fattori come i cambiamenti di illuminazione. Alcuni individui possono avere la capacità di leggere ma necessitano di assistenza per una mobilità sicura. Qualunque sia la condizione, l’approccio migliore per accertare la capacità visiva di una persona è chiederle quando è sola e discutere con lei come preferirebbe essere assistita” (VISION, n.d.).

 

 

Barriere e ostacoli nella gestione delle attività quotidiane

Le diapositive che seguono, realizzate SIGMA (partner greco di C.A.R.E), illustrano come le persone con specifiche patologie oculari possano percepire una determinata situazione in modo diverso rispetto a chi ha una vista completa. È importante riconoscere che non possiamo comprendere con precisione le esperienze visive degli altri e queste diapositive servono come approssimazione. Come già detto, il modo in cui le persone comprendono un oggetto è influenzato non solo dall’input visivo, ma anche dal modo in cui il cervello elabora e interpreta le informazioni visive.

Di seguito, un’introduzione generale ai diversi tipi di visione e di disabilità visiva:

Figura 2: Malattie oculari successive per gruppo di vetrini (condizione) (fonte: (VISION, n.d.)

 

Sulla base di questi diversi tipi di visione e di disabilità visiva, ci si chiede: quali sono le principali barriere che incontrano quando fanno parte di un gruppo e interagiscono con gli altri? Quali sono le principali barriere che incontrano di solito quando si muovono in nuovi spazi e durante l’apprendimento esperienziale (utilizzando quindi i 5 sensi) all’interno dei laboratori di ceramica?

 

 

Barriere nella relazione con le altre persone (quando ci si trova dentro un laboratorio di ceramica)

Per i giovani V.I., le difficoltà di questa situazione possono comprendere:

Identificare la propria squadra e le sue posizioni, ma anche capire i sentimenti degli altri a causa dell’impossibilità di riconoscere le espressioni facciali e i movimenti/gesti del corpo, ecc. Esiste quindi un grosso problema legato alle interazioni sociali.

Muoversi nella stanza, evitando ostacoli e barriere fisiche, ma anche la sicurezza legata all’uso di materiali pericolosi.

Rimanere informati sui cambiamenti dei membri del team, come l’uscita o l’ingresso di qualcuno.

Sapere quando intervenire, prendere la parola, nella discussione o nelle attività.

Disporre di un tempo supplementare per accedere ai materiali visivi, come le schede sulle diapositive delle presentazioni. Necessità di garantire l’accessibilità di tutti i materiali, in formati accessibili (testo elettronico o brail) evitando i materiali stampati standard.

Richiedere tecnologie assistive, ad esempio l’uso di screen reader e display braille. In generale, sono fortemente raccomandate le esperienze tattili e multisensoriali. Questi processi consentono ai non vedenti e agli ipovedenti di costruire ed elaborare schemi e strutture personalizzate per memorizzare le informazioni in modo più semplice.

 

 

Visione a tunnel – perdita della visione periferica

Visione periferica – assenza di visione centrale

Visione discontinua – aree mancanti

Visione offuscata – Nistagmo

Riduzione dell’acuità visiva – scarso contrasto

Visione ridotta – troppa luce

 

 

Barriere legate a come gestire lo spazio e riconoscere gli oggetti all’interno di un laboratorio di ceramica

Per i giovani V.I., le difficoltà possono essere le seguenti:

Riconoscere e individuare gli oggetti. Per superare questo problema, i non vedenti spesso si limitano a utilizzare la loro memoria e i loro sistemi di etichettatura per localizzare e riconoscere gli oggetti nello spazio.

Riconoscere oggetti di forma simile o riconoscere modelli lineari di oggetti.

Percepire le forme corrette degli oggetti.

Prestate attenzione:

  1. Per una persona ipovedente, la conoscenza di uno spazio e degli oggetti in esso contenuti presuppone una rappresentazione mentale che si costruisce attraverso un lungo e laborioso processo di raccolta e rielaborazione dei dati (utilizzando quindi la memoria e le facoltà mentali) e sarà acquisita principalmente attraverso l’esplorazione
  2. Per una persona ipovedente, la posizione degli oggetti è molto importante. Assicuratevi che gli oggetti nelle aule siano sempre collocati nello stesso posto, in modo che gli studenti I.V. non debbano continuamente cambiare i riferimenti acquisiti (in termini di posizione dell’oggetto), riorganizzare le informazioni ottenute in precedenza e cambiare la loro mappa spaziale di riferimento.

 

 

Visione a tunnel – perdita della visione periferica

Visione periferica – assenza di visione centrale

Visione discontinua – aree mancanti

 

Visione offuscata – Nistagmo

Riduzione dell’acuità visiva – scarso contrasto

Visione ridotta – troppa luce

 

 

Ecco alcune indicazioni pratiche per insegnanti e/o operatori che si confrontano con giovani affetti da disabilità visiva:

 

Presentate gli ambienti di apprendimento e le persone che ne fanno parte!

Presentatevi come insegnante. Spiegate il vostro ruolo nel fornire supporto individuale e assistenza emotiva, se necessario (chiedete alla persona ipovedente se ha bisogno del vostro aiuto). Spiegate agli studenti V.I. l’ambiente di apprendimento (dove si trovano gli oggetti, come è composta la squadra, le possibili barriere fisiche e come evitare i pericoli quando ci si muove in un nuovo spazio). squadra è composta, le possibili barriere fisiche e come evitare i pericoli quando ci si muove in un nuovo spazio).

Assicuratevi che tutti siano correttamente informati sui possibili rischi e sulle misure di sicurezza da adottare!

Lasciate che vi contattino se hanno bisogno della vostra guida. State un passo e mezzo davanti a loro, in modo che possano seguirvi facilmente. Quando si cammina con persone ipovedenti, date loro indicazioni sullo spazio nel quale si muovono, quali oggetti incontrano, quali barriere architettoniche etc. Descrivete il vostro percorso usando parole come avanti-indietro, sinistra o destra. Quando vi allontanate, dovete annunciarlo.

Garantite il sostegno emotivo e promuovete relazioni positive all’interno del gruppo!

Chiedete loro direttamente e senza esitazione le loro preferenze e i loro hobby o qualsiasi cosa vogliate chiedergli considerando la loro disabilità. Esplorate i propri sentimenti interiori per essere in grado di comprendere eventuali conflitti o sentimenti negativi che possono verificarsi durante i workshop. Parlate loro con un tono di voce naturale, evitando stress e ansia. Cercate di adottare un discorso comportamentale e motivazionale positivo.

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